Di Maio e Renzi possono far cadere il governo

Conte ed i suoi, hanno appena stilato La manovra economica, il famoso Def. Inizialmente pareva distrasse grande ottimismo circa la qualità del documento. Niente affatto. Dopo le prime rassicurazioni di facciata, sono arrivati i primi dubbi, che poi si sono rivelate vere e proprie incertezze. Inizialmente si sarebbe potuto pensare a qualche azione ostruzionistica del Partito Democratico. Il gruppo guidato da Zingaretti invece si é mostrato fiducioso e comtento, circa i contenuti del Def, mettendo in bella mostra una lealtà sconosciuta. Chi invece sta mostrando quotidianamente più di una perplessità, è Luigi Di Maio ed i 5.Stelle, cosi come Renzi e la sua nuova creatura politica Italia Viva. Incongruenze che nascono da punti di vista differenti rispetto a quelli del Premier.

I punti della discordia

Il leader dei pentastellati ha detto che la manovra non puó diventare legge, senza i votii del Movimento, che ha ribadito essere il primo partito all’interno dei due rami del parlamento. In particolare in Ministro degli Esteri lamenta, la questione relativa alla stretta sull’uso del contante, ed il conseguente non inasprimento delle sanzioni per i grandi evasori, che porterebbe gli stessi al carcere. Il Movimento chiede anche che la flat tax al 15% resti attiva per tutte le partite iva, ridimensionarla swrebbe per loro un grave errore, perche ne soffrirebbe tutta l’economia. In sostanza i 5 stelle vorrebbero tenere a 3000, la somma da poter utilizzare in contanti, e non i 2000 suggeriti dalla manovra. In questa maniera secondo loro non si combatte l’evasione. Chiedono com’ forza invece l’inasprimemto della galera per i grandi evasori, rei a dir loro, di creare evasioni miliardarie. I più maligni dicono che la strategia di Di Maio, sarebbe quella di “proteggere” i piccoli evasori, ossia i piccoli artigiano che sono La base del proprio elettorato. Secondo Renzi invece sarebbe fondamentale abolire quota 100, per aiutare famiglie e lavoratori, proprio contro le risorse derivanti da tale risparmio. Secondo l’ex Premier infatti servirebbero più denari sia per la famiglia, sia per il taglio del cuneo fiscale. “Un taglio di 40 euro sul costo del lavoro” secomdo Renzi “Sarebbe praricamente impercettibile”. Sulla questione relativa ai contanti, Italia Viva e Cinque Stelle vanno nella stessa direzione.

Incontri chiarificatori

Oggi Giuseppe Conte incontrerà i vari partiti facenti parte della coalizione. Partito Democratico, Italia Viva, Cinque Stelle e LEU. In questi frangenti, dovrà trovare una linea comune, che non divida e non spacchi una maggioranza, nata sulla polvere dell’estromissione della Lega dal patto governativo. I punti programmatici da superare non sono pochi, è nemmeno di facile soluzione. Il Premier dovrà essere una sorta di equilibrista. L’irrigidimemto di un solo punto, da parte di uno dei partiti della coalizione, potrebbe essere infatti letale e determinare la fine anticipata del governo. Questo é quello che sperano nel centrodestra, anche se l’ipotesi a mostro modesto avviso, dovrebbe risolversi con qualche ritocco sul testo della manovra. Nessuno infatti pare essere disposto a lasciare il proprio incarico. La fine quindi potrebbe essere vicina, ma probabilmente si continuerà a seguire la linea del Premier, con qualche piccola correzione.